E’ uscito “Sport e comunicazione nell’era digitale” che ho curato con Luca Bifulco, Alessandro Formisano e Mario Tirino.

Cosa significa comunicare lo sport nell’era della disintermediazione totale? È la domanda da cui siamo partiti quando abbiamo concepito “Sport e comunicazione nell’era digitale. Media, processi, attori”, edito da FrancoAngeli. Un volume nato da una profonda sinergia intellettuale e professionale con i colleghi e amici Luca Bifulco, Alessandro Formisano e Mario Tirino, con l’obiettivo di incrociare le lenti dell’analisi sociologica con quelle del management della comunicazione.

Il libro si articola in una struttura geometrica precisa, pensata proprio per mappare l’intero ecosistema. La prima parte, dedicata ai media, analizza l’evoluzione dei linguaggi: dalla stampa sportiva quotidiana al broadcasting radiotelevisivo, fino alle frontiere dei social media, delle serie tv transmediali, dei fumetti e dei mondi fluidi degli esport. Nella seconda parte invece, focalizzata sugli attori, sono esplorate le metamorfosi dei protagonisti: le partnership di marketing, lo statuto delle atlete e degli atleti come celebrità digitali, la trasformazione del giornalismo sportivo e l’identità stessa del tifoso nell’era delle piattaforme.

È proprio all’interno di questa seconda sezione che si inserisce il capitolo che ho firmato insieme ad Alessandro Formisano, incentrato su quella che considero la vera e propria rivoluzione copernicana del settore: la trasformazione delle società sportive in vere e proprie Media company.

Oggi un club, un’associazione sportiva o una grande società o brand dell’indotto, non può più limitarsi alla narrazione dei media tradizionali, né può considerare la comunicazione come un semplice ufficio stampa potenziato. Le società sportive sono diventate editori di se stesse.

Producendo contenuti proprietari, gestendo piattaforme live, verticalizzando l’ingaggio della propria community e governando direttamente i dati dei propri tifosi, lo sport si è riappropriato del proprio storytelling. Questa transizione non è solo tecnologica, è culturale. Cambia l’architettura delle relazioni con i pubblici, ridefinisce il concetto di fan engagement e apre autostrade di business inedite attraverso la monetizzazione di asset digitali proprietari.

Grazie al prezioso contributo di tutti gli accademici e professionisti che hanno arricchito il volume, analizziamo questo paradigma non come uno scenario futuribile, ma come l’unico presente possibile. Attraverso il digitale, lo sport supera i confini fisici del campo di gioco per diventare un flusso narrativo continuo, un’esperienza immersiva capace di generare valore sociale ed economico 24 ore su 24.

Se volete capire come l’algoritmo, la creatività e la strategia relazionale stiano riscrivendo le regole del gioco dell’industria sportiva, vi aspetto tra le pagine di questo lavoro.

La scheda completa e l’indice del volume sul sito della casa editrice:

👉 Sport e comunicazione nell’era digitale – FrancoAngeli

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